Abstract:
La tesi di laurea HANDSPARK elaborata sotto la supervisione del prof. Elio Trusiani nasce dalla volontà di indagare le potenzialità del progetto urbano come strumento di riconnessione tra le parti frammentate della città contemporanea. Il lavoro prende come caso studio il quartiere Tuscolano di Roma un contesto denso complesso e stratificato dove la crescita edilizia del secondo dopoguerra ha prodotto una forma urbana compatta ma spesso priva di spazi pubblici di qualità e di relazioni spaziali coerenti tra le sue componenti. Il progetto si concentra sulla rigenerazione di un vuoto urbano situato nel cuore del quartiere immaginato come nuova cerniera ecologica sociale e percettiva capace di ricucire il tessuto edificato esistente. HANDSPARK propone la creazione di un parco urbano che non si limita a svolgere una funzione paesaggistica o ricreativa ma che diventa infrastruttura relazionale e dispositivo urbano in grado di generare nuove connessioni fisiche e simboliche. La progettazione dello spazio pubblico è stata guidata da un approccio sistemico e sensoriale dove la mano metafora del gesto progettuale e del contatto umano diventa simbolo della cura e della partecipazione nella costruzione collettiva dello spazio. La metodologia adottata combina analisi urbana ricerca sul campo e sperimentazione progettuale. In questo percorso si inserisce una settimana di studio in Olanda finalizzata all osservazione diretta di modelli urbanistici caratterizzati da elevata qualità dello spazio pubblico sostenibilità ambientale e integrazione tra infrastrutture verdi e tessuto costruito. Le esperienze olandesi di Amsterdam Rotterdam e Utrecht hanno rappresentato un riferimento essenziale per comprendere come il progetto urbano possa essere al tempo stesso funzionale inclusivo e poeticamente radicato nel quotidiano. Attraverso un processo di comparazione critica tra la realtà olandese e quella romana la tesi elabora un linguaggio progettuale capace di tradurre principi di permeabilità multifunzionalità e partecipazione in un contesto mediterraneo complesso. HANDSPARK diventa così un dispositivo di connessione che restituisce continuità a spazi interrotti ridefinendo i margini tra edificato e natura e offrendo ai cittadini del Tuscolano un nuovo luogo di incontro relazione e appartenenza. Il lavoro intende dimostrare che anche nei tessuti urbani più saturi è possibile intervenire con leggerezza proponendo strategie di rigenerazione che non cancellano ma reinterpretano la memoria dei luoghi. In questo senso HANDSPARK è una riflessione sul potere del progetto urbano come gesto di riconciliazione: tra città e natura tra passato e futuro tra abitanti e territorio.