Abstract:
La tesi affronta il tema del riuso architettonico come strumento critico di trasformazione urbana all interno del contesto post-socialista contemporaneo attraverso l intervento sul Youth Sport Center di Prishtina: un complesso modernista jugoslavo oggi in stato di abbandono testimonianza materiale e ideologica di una stagione politica e culturale scomparsa. L obiettivo del progetto non è la semplice conservazione o la restituzione filologica della preesistenza ma la sua rigenerazione attraverso l attivazione di nuove centralità culturali capaci di generare valore urbano sociale e produttivo. L area di progetto viene interpretata come un potenziale ecosistema culturale e pubblico in grado di superare la condizione di rovina risemantizzare l eredità architettonica modernista e trasformarla in risorsa attiva per la città contemporanea. L intervento introduce un nuovo organismo architettonico che opera per simbiosi e non per sostituzione: un innesto capace di instaurare un dialogo spaziale fenomenologico e programmatico con la struttura esistente generando nuove relazioni reciproche tra il volume inserito e il relitto originario. Il progetto ridefinisce il complesso come nuova infrastruttura culturale urbana articolando al suo interno funzioni pubbliche museali di formazione e produzione creativa: spazi studio aree workshop sale per laboratori didattici hub di ricerca e servizi collettivi. La parte museale ricolloca e rielabora criticamente la memoria materiale del modernismo jugoslavo non come nostalgia o monumentalizzazione ma come terreno permeabile di riscrittura disciplinare e di rigenerazione sociale. L architettura diventa così dispositivo in grado di metabolizzare una frammentazione storica ancora aperta producendo nuovi modi di abitare e interpretare la città. La tesi esplora inoltre il ruolo dell innesto come operazione progettuale per la trasformazione e riattivazione dei relitti del Novecento: non elemento che si sovrappone ma corpo relazionale capace di riattivare sistemi spaziali latenti riaprire temporalità interrotte e ridefinire l immaginario urbano. In questa prospettiva l architettura non si pone come gesto isolato ma come infrastruttura generativa che produce nuovi usi nuove densità sociali e nuove forme di appropriazione collettiva. Nel contesto post-socialista e post-conflitto di Prishtina il progetto diventa occasione per riflettere su nuove modalità di adattamento dell esistente superando il paradigma consumo/demolizione e proponendo una lettura evolutiva della città come dispositivo aperto stratificato reinterpretabile.